
Esiste forse un tangibile confine fra gioco e arte, fra arte e gioco?
Non nascono entrambi dall’esigenza di comunicare, senza limiti di
forma, le nostre umane sensibilità più intime e recondite ed altrimenti
inesprimibili?
L’arte, il gioco, in tutte le loro manifestazioni, non sono che un mezzo
infinitamente creativo per ricercare ed esternare le innumerevoli sfaccettature
che caratterizzano consciamente ed inconsciamente la complessità esistenziale
del nostro essere.
L’Atelier Paese
dei Balocchi dal 1993 è anche scuola.
La nostra idea di “scuola”, fin dal principio, è stata stimolata
dalla possibilità di ricercare la potenzialità creativa
che vive, troppo spesso celata, trascurata o repressa, in ogni persona qualunque
età o formazione essa abbia.
Nello
strutturare la scuola, abbiamo pensato di prendere spunto dalle usanze
del passato, quando si imparava l’arte andando a “bottega” dai
maestri.
Come nelle botteghe del rinascimento, all’interno delle ottocentesche
mura del Paese dei Balocchi, si respira un’energia creativa poliedrica.
Le lezioni si svolgono in una cornice ricca di stimoli: i neofiti colgono
dai lavori degli allievi più esperti l’incentivo ad operare
con entusiasmo per raggiungere i primi risultati, mentre i più esperti
interpretano i suggerimenti dei maestri per trasformarli in obbiettivi
sempre più ambiziosi.
I maestri, anche di fama internazionale, ceramisti, pittori e scultori, sposando la filosofia della scuola, sono fortemente motivati a trasmettere la loro conoscenza e professionalità a chi avvicina all’apprendimento delle arti.